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Esperienza di viaggio fai da te in Costa Rica

Il nostro viaggio si è svolto dal 27 ottobre al 10 novembre 2012 non avendo la possibilità di scegliere altri periodi di ferie, ed è stato un periodo decisamente piovoso !

Volendo tornare sceglierei un periodo in cui il clima è più secco per non rischiare di trovarmi in situazioni di impraticabilità di strade e luoghi.

Oltretutto due settimane si sono rivelate poche, avremmo voluto visitare molti altri siti, ma nonostante il Costa Rica sia un paese piccolo, i tempi di percorrenza delle strade sono molto lenti, causa anche la presenza di numerosi rilievi montagnosi.
Ciò nonostante l’esperienza si è rivelata ugualmente entusiasmante ed avventurosa data l’enorme e meravigliosa biodiversità presente in questa zona !

La moneta è il Colón costaricano:

Volo aereo

Le tappe aeree sono state sia per l’andata che per il ritorno Venezia-Amsterdam, Amsterdam-Città di Panama, Città di Panama-San Josè, prenotate su Expedia.
Consiglio vivamente se possibile, di optare per il volo diretto da Madrid per San Josè, in quanto all’andata abbiamo vissuto una spiacevolissima situazione a Città di Panama rischiando di non salire sull’aereo per l’ultima e agognata tappa.
Un sacco di persone con biglietto pagato accalcate al banco dell’imbarco sono rimaste a terra per overbooking, ma grazie al cielo noi siamo riusciti a salire !

Itinerario e noleggio auto

Per la prima settimana abbiamo scelto un pacchetto trovato on-line selvaverde.com, che interessava due zone che avremmo voluto visitare, quella di Savegre e quella di Selvaverde.
Ci è sembrato molto conveniente considerando che il prezzo comprendeva anche il trasporto da e per l’aeroporto e da una location all’altra.
Dato che il nostro arrivo era previsto per la sera, abbiamo pernottato la prima notte all’ Hotel Balmoral, con richiesta di servizio trasporto aeroporto-hotel.
Al mattino seguente è venuto a prenderci all’albergo un agente del tour.
Questa soluzione ci ha permesso di risparmiare il noleggio dell’auto per la prima settimana.
Per nostra comodità abbiamo chiesto che le locations venissero invertite, avendo intenzione di trascorrere la seconda settimana in zona vulcano Arenal.

I primi tre giorni quindi li abbiamo trascorsi al Savegre Lodge, che prende il nome dall’omonimo Rio che gli scorre accanto e situato nelle strette vicinanze del Parque Nacional Los Quetzales a San Gerardo de Dota, in una zona montuosa ai piedi della foresta nubosa sul versante del Pacifico.
Qui abbiamo avuto la fortuna di conoscere la loro preparatissima guida ornitologica Melvin Fernandez.
Ogni mattina, come da pacchetto, il simpaticissimo Melvin era a disposizione per chi volesse fare un’escursione di osservazione ornitologica.
Incredibile quante specie siamo riusciti a vedere, purtroppo non tutte a fotografare, Quetzal splendente compreso.
Qui si era liberi di percorrere i vari sentieri che partivano dal Lodge, costeggiando il fiume o in mezzo al bosco fino ad arrivare alla foresta primaria.
Melvin è citato anche come contributore nella guida “The Birds of Costa Rica” che consiglio di procurarvi assieme alla mappa waterproof, molto comoda anche perché difficile da strappare aprendola e chiudendola spesso, come invece può accadere con la mappa cartacea standard.

I seguenti tre giorni ci siamo trasferiti al Selva Verde Lodge, situato sul versante atlantico sulla sponda del fiume Sarapiqui.
Anche qui si può godere della ricca vegetazione e dei bellissimi uccelli tropicali, ma anche di particolari insetti, mammiferi, rettili, delle famose e colorate rane dendrobatidi, e la mia preferita, la raganella dagli occhi rossi.
Il responsabile della struttura è Graziano, italiano, e sarà ben felice di accogliere dei suoi connazionali e vi presterà un sacco di attenzioni.

Graziano tra l’altro ci ha reso un favore enorme!
Ci ha aiutato a disdire la prenotazione dell’ auto con la Hertz, che ci avrebbe costretto al ritiro del veicolo presso l’aeroporto con uno spreco immane di tempo e di strada, e stipularne un’altra con la compagnia Adobe che ci ha consegnato la macchina direttamente al Lodge con riconsegna all’aeroporto. Grande !!!

Ci siamo quindi messi in viaggio col nostro bel Suzuki Jimny verso l’ultima tappa, il vulcano Arenal.
Per il soggiorno abbiamo scelto l’Arenal Observatory Lodge, l’unico all’interno dell’omonimo parco.
Svegliati la mattina presto dal verso delle Oropendole di Montezuma sul posatoio di fronte alla nostra finestra, anche qui abbiamo percorso i vari sentieri disponibili nella zona.

Una giornata l’abbiamo dedicata al relax totale immersi nelle vasche all’aperto delle Baldi Hot Springs riscaldate direttamente dal vulcano.
Le abbiamo scelte al posto delle più famose Tabacon, per una questione di comodità.

In un’altra giornata ci è balenata l’idea di arrivare alla cima del vulcano Cerro Chato, per poi ridiscendere al centro del cratere e fare il bagno nel laghetto che lo riempie.
Per raggiungere la meta ci siamo inerpicati lungo il Cerro Chato Sendero, 1.140 m di ripida salita consistente in gradini naturali formati dallo scroscio dell’acqua in mezzo alle radici degli alberi e alla vegetazione.
Siamo arrivati alla cima stanchi morti e inzuppati di fango fino alle ginocchia, demoralizzati dalla presenza delle nuvole che coprivano la vista del lago.
Poi si è aperto un piccolo squarcio e abbiamo intravisto l’acqua a circa 100m sotto di noi, nonostante la stanchezza abbiamo realizzato che sarebbe stato davvero un delitto non scendere.
A questo punto ha cominciato a piovere, dopo essere risaliti nuovamente alla cima del cratere e durante la fase di discesa del sentiero principale, la pioggerellina si è trasformata in un diluvio enorme che ci ha colto di sorpresa e ha trasformato letteralmente il sentiero in un torrente.
I nostri scarponcini erano completamente pieni d’acqua !!!
Siamo rientrati alla nostra camera devastati ma felici !

Da qui avremmo tanto voluto raggiungere la foresta nubosa di Monteverde, ma purtroppo il percorso era lungo ed il tempo insufficiente, spero di provvedere a questa rinuncia in futuro…

La mappa del nostro tour

Un’unica nota negativa sono i prezzi a nostro parere troppo alti per le eventuali escursioni opzionali e soprattutto in rapporto ai salari della popolazione.

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Qui la foto gallery del viaggio in Costa Rica

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